In questo articolo vorrei concentrarmi su quei meccanismi della mente e dell’inconscio individuale che ci impediscono di realizzare la nostra vera natura di esseri illuminati e dunque consapevoli.
Il corpo questo sconosciuto
Tutti noi quando pensiamo al nostro corpo fisico sembriamo non avere alcun dubbio riguardo a cosa ci stiamo riferendo. Tuttavia io credo che abbiamo una comprensione molto parziale e superficiale di esso.
Non solo il corpo ospita il nostro spirito che è in perenne ricerca della sua perfezione ed unione con l’indiviso, ma è anche il luogo attraverso cui tramite l’inconscio si depositano i samskara, quei solchi mentali o impronte simili a quelli lasciati dall’acqua nel letto di un terreno smosso che ci spingono in modo automatico a ripetere azioni, reazioni emotive, abitudini mentali condizionate.
Questo avviene anche se ne siamo perfettamente coscienti, condizionano negativamente la nostra salute e ci impediscono di essere pienamente liberi e realizzati.
Anche se esiste un karma biologico e storico, prima della nostra nascita, sui cui ben poco si può fare a parte scontarlo, credo che diversamente possiamo fare molto per il karma che ereditiamo dalle relazioni primarie con i nostri genitori.
Avendo introdotto negli ultimi anni di insegnamento e durante le lezioni pratiche di rilascio emozionale consapevole, ho compreso che molti di noi associano la loro stessa presenza alla forza ma raramente all’abbandono della tensione nervosa e muscolare.
Questo è un ambito assai più delicato e sottile dove la posta in gioco e la nostra vera identità.
Fidarsi di se stessi, aver fiducia degli altri, del mondo che ci circonda equivale anche a prendere dimora nel momento presente.
Allora il corpo diverrà quell’involucro silenzioso, ricettivo, luminoso e intrinsecamente sapiente che l’evoluzione ci ha donato.
Diversamente, e senza nemmeno saperlo, siamo in guerra e in aperta contraddizione innanzi alla maggior parte di situazioni difficili che incontriamo, incapaci di abbandonarci al puro e disinteressato sentire…
E questo accade perché viviamo racchiusi in corazze emotive in cui siamo completamente identificati.
Padre, madre e semi karmici
Proprio perché ogni bimbo nasce già illuminato e cioè unito corpo ed anima all’ Atman o Sé autentico, appunto perché puro, innocente, e naturalmente fragile, esposto cioè ai condizionamenti familiari per primi, non potrà evitare le ferite indelebili che lo accompagneranno nel corso della sua crescita e nel resto della vita adulta.
Difficilmente egli sarà in grado di vederli e scioglierli perché depositati negli strati più profondi del suo essere.
Agendo inconsapevolmente e soprattutto pagando con la sofferenza il prezzo di queste azioni, ogni individuo comincerà a porsi questioni ad elaborare dubbi e domande su chi è realmente, cosa lo determina e dove sta andando.
Certamente anche la società imprime solchi profondi ma credo che quelli più difficili da snidare li ereditiamo dai nostri genitori, certamente insieme al loro amore.
Per questo è importante praticare yoga e meditazione e continuare a osservare dentro di noi senza produrre alcun giudizio ma con la ferma intenzione di liberarcene…
Difatti non c’è proprio nulla da capire intenzionalmente e razionalmente; la pratica stessa, nel tempo, scioglierà quei drammi irrisolti come neve al sole.
Impariamo dunque anche ad isolarci quando necessario, a stare più tempo possibile senza distrazioni, a non aver bisogno di continue conferme tramite la compagnia del prossimo. Altrimenti la confusione regnerà sovrana.
Sciogliere il karma ed abbracciare il dharma
Una volta compreso che timori e paure irrisolte giacciono all’interno del nostro essere, pronte ad emergere ogni qual volta siamo in difficoltà, e che la cura è l’osservazione attenta, neutrale, praticata anche tramite l’esercizio dell’abbandono cosciente, dobbiamo dedicarci, così come per ciò che concerne il karma nel suo insieme, alla pazienza, all’arte dell’ascolto sensibile e premuroso.
Allora le difficoltà della vita, che non sono mai casuali, diverranno, via, via, sempre delle grandi occasioni di rinascita, delle chiavi di comprensione, vere opportunità di crescita, perché avvengono propriamente per questo, non per metterci realmente in difficoltà.
E’ proprio ciò che si intende per trascendere, o completa integrazione.
Sino a quando quell’unione con Dio o la totalità a cui siamo infallibilmente destinati si realizzerà pienamente.
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