21 Maggio 2026

Quando fare yoga diventa assolutamente inutile

Blog / Quando fare yoga diventa assolutamente inutile

Sempre più spesso si discute e si intessono fitte discussioni sulla pratica e le origini della filosofia dello yoga.

Ogni insegnante appare assolutamente convinto del suo orientamento e sui benefici di questa disciplina.

In questo articolo voglio offrire al lettore un ulteriore spunto di riflessione anche dal punto di vista antropologico, affinché non si perda di vista chi è realmente l’uomo contemporaneo.

     

     La distanza dal cuore

Non mi stancherò mai di dire che abitiamo un mondo sociale ed organizzato che non ci rappresenta. Questo significa che diamo per scontato, prendendolo spesso per buono, quello che cultura, ambiente e società ci offrono e senza il minimo senso critico.

In effetti è assai più facile conformarsi al sistema, piuttosto che ribellarsi e fare una vita da emarginati. Ma la domanda che sorge a questo punto è la seguente: siamo noi ad agire? Quello che facciamo rappresenta il nostro cuore pulsante? O piuttosto ci siamo adeguati perché apparentemente non ci sembrava avessimo scelta?

Io stesso, vivendo in un paese remoto ed isolato dell’Appennino me lo sono chiesto più volte. Mi è mancato un contesto organizzato con cui avrei potuto confrontarmi, nutrirmi, avere un dialogo.

Tuttavia, si può anche affermare che sono fuggito dalle città in cui mi riconoscevo allora, Roma, Bologna, Parigi e altre, perché l’urgenza di vivere in un ambiente naturale intatto mi chiamava vivamente.

Avevo difatti sempre più l’impressione di camminare solitario verso la consapevolezza, verso una comprensione più profonda di me stesso; e le frustrazioni di un lavoro che non mi rappresentava, dei rapporti formali, degli spazi urbani chiusi e ristretti, mi hanno spinto ad una scelta che almeno agli inizia anche a me sembrava estrema.

Pur avendo fatti studi umanistici, a volte sostenuto dalla speranza di migliorare, tramite il mio stesso impegno e pensiero, questa società dal punto di vista intellettuale, scrivendo articoli e poi narrativa, non potevo che costatare che era l’intero sistema a tradire quella mia urgenza di senso e libertà, che di fatto mi faceva sentire un buono a nulla, un disadattato, ed anche un perditempo.

Non mi ero mai chiesto direttamente: ma tu cosa vuoi fare realmente? Come pensi di essere utile al mondo? Tutto mi appariva sterile, ingarbugliato…

In che modo potevo far coincidere tramite il mio lavoro, ideali, etica, amore per l’esistenza, senza dover pagare le conseguenze di un inevitabile compromesso?

Fu così che dopo aver praticato yoga per anni decisi di mettermi ad insegnarlo; così come per la decisione di isolarmi in natura, non  vedevo altra scelta coerente con ciò che sono.

Lo yoga e la meditazione assidua, accompagnata dalla ricerca personale, ha sciolto in me ogni opposizione tra mente e corpo, tra sentire individuale e realtà in divenire.

Comprendere la lezione della sofferenza individuale

Anche questo l’ho ripetuto più volte, nessuno di noi si evolve e diventa un essere consapevole senza passare prima dal dolore.

E questo accade in primo luogo perché viviamo in un corpo anestetizzato, credendo ciecamente nel potere della nostra mente limitata, dell’ego che si crede invincibile, ma che presto o tardi soccombe quando emozioni e sentimenti negativi prendono il sopravvento.

In verità dovremmo imparare dagli alberi, che inconsciamente si spogliano delle loro foglie quando comincia a far freddo.

Questo per affermare che c’è sempre una rinascita!

Dopo la sofferenza affrontata, segue sempre gioia, pienezza, liberazione.

Quanti di voi comprendono questo?

Quando lo yoga diventa assolutamente inutile

Per tornare al titolo provocatorio di questo blog, lo yoga diventa inutile quando si smette di cercare alcunché. Cessata ogni distinzione, e senza paura di perdere quello che abbiamo, ne’ timore di non avere ciò che ci manca, cadiamo interamente nell’esistenza.

Proprio così, un giorno ci svegliamo completamente nudi, e la nostra mente non è più un nemico da affrontare. Anzi è diventata una compagna abbastanza divertente e a volte ridicola, con cui giocare a nascondino. Ma solo per far passare un po’ di tempo…

Nulla ha più limiti e confini ormai:

Finalmente la porta della coscienza, malgrado noi, è stata irrimediabilmente e per sempre scardinata!

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