Con campo di coscienza unificato, visione condivisa tra filosofia e fisica quantistica, si vuole indicare che la mente umana stessa, e la nostra esperienza diretta, è la base di tutta la realtà materiale ed immateriale, e che la qualità del pensiero individuale e dunque del nostro cervello di produrre idee rispecchi l’essenza stessa di ogni fenomeno manifesto.
Questa considerazione, ben diffusa ormai nel mondo contemporaneo conduce al superamento di ogni distinzione tra soggetto e materia, concetti cardini dell’insegnamento del Buddha storico e della stessa filosofia induista.
In questo breve testo, ulteriore approfondimento pertinente alla pratica spirituale dello yoga, vorrei far comprendere al lettore che i nostri pensieri, e soprattutto ciò che percepiamo, sentiamo e conosciamo, ci conducano alla gioia e alla libertà tramite la consapevolezza della nostra vera natura di esseri illimitati.
Essere capaci di vedere e se stessi è molto arduo.
Tutti gli asceti e i ricercatori della verità sono partiti da questo punto:
Cosa sento? Come vedo me stesso? Che idea mi faccio della realtà e delle mie esperienze? Queste sono reali o è la mia immaginazione che arbitrariamente assegna significato a ciò che accade?
Per questo nello yoga si parla di unione tra l’ego e totalità, che appunto si raggiunge attraverso profonde esperienze di meditazione.
Ma secondo il mio punto di vista distinguere lo stato di distacco ottenibile durante la pratica e l’apparente caos dell’esistenza è un grosso errore. Perché anche i fatti, quello che si presenta e viviamo in un determinato momento, contribuiscono a creare quell’unità che è l’obbiettivo supremo dell’illuminazione.
Altrimenti che senso avrebbe parlare di totalità?
Questo è ben compreso nello zen, dove appunto si afferma che l’atto stesso di sedere concentrati in zazen è l’unione suprema, al di là di ogni distinzione, o obbiettivo da raggiungere, oltre che concetto razionale.
Questa affermazione, certamente difficile da capire nelle sue vere implicazioni tramite la logica che tutti usiamo, tuttavia ci dovrebbe far riflettere sul vero significato delle nostre azioni e pensieri.
Dovremmo porci la domanda, o più domande:
Sono in grado di manifestare realmente me stesso, non sto recitando o indossando una maschera? A questo punto l’esistenza diverrebbe semplice: non ci sarebbe più un karma da scontare…
Quello che voglio dire, per quanto sia difficile farlo arrivare nel modo più semplice possibile, è che c’è un intensa saggezza nell’accadere apparentemente causale degli eventi salienti a cui andiamo incontro.
Anche se per noi è molto difficile non entrarvi in contrasto aperto quando non ci piacciono.
Tuttavia aderirvi incondizionatamente è proprio il modo in cui il piano di coscienza unificato ad un certo punto si manifesta…
A guardar bene non esiste altro.
Siamo nati ed attraversiamo le nostre vite al solo scopo di prenderne atto!
Chi riuscirà nell’eterna sfida?
Conclusioni
La sfida dell’uomo dei nostri tempi dovrebbe essere quella di affrancarsi una volta per tutte dal bisogno e dalle necessità, dalle dipendenze che lo vedono suo malgrado nelle attuali società lontano dalla sua vera natura.
Perché fin quando ci saranno utilizzi strumentali delle nostre menti, coscienze e corpi saremmo lontani dal nostro essere interiore.
Una sfida apparentemente immane, quella di muoversi a proprio agio e non determinati in un mondo strutturato in modo sicuramente opposto e in totale contrasto con l’evoluzione.
Per fare un esempio dovremmo cominciare a scrivere per noi stessi e non per un pubblico di possibili utenti, ad intravedere barlumi di luce nella totale oscurità dei rapporti.
Continuando a scavare, sempre in modo abbastanza folle ed ostinato, affondando le mani in un terreno dove mai nessuno ha osato inoltrarsi.
Senza tentennare e temere l’assoluta ma anche inevitabile solitudine.
Allora ad un certo punto, in modo sorprendente ed inaspettato, anche i fatti più banali cominceranno a danzare emettendo luce, ritmo, calore. Una solida salute fisica prenderà il sopravvento in noi, ogni desiderio di senso e di relazione finalmente appagato.
Fino a quando anche la morte verrà ribaltata e per sempre sconfitta!
Se sei interessato alla tua evoluzione spirituale e vuoi inoltrarti nella ricerca e nella crescita personale attraverso la pratica dello yoga e la frequentazione di un ambiente naturale spettacolare ed incontaminato partecipa ad uno dei nostri ritiri!
Weekend di Yoga e Benessere in Natura nel Parco Nazionale del Gran Sasso