Più volte nei blog precedenti ho fatti riferimento al termine samadhi per indicare il completo assorbimento della mente del meditante in se stessa. Difatti è proprio ciò che accade man mano che lo si sperimenta…
Si ha la netta percezione di sprofondare in un puro sentire; come se non ci sia nulla prima, durante e dopo. La mia impressione è che un po’ come un lattante si resta felicemente in ciò che è.
Anche se ne siamo completamente coscienti.
Dunque sssomiglia assai più ad un sentire, e per niente ad un pensare…
Più volte, nella tradizione buddista e nello zen, si fa afferma che nasciamo già illuminati, io stesso l’ho spesso ripetuto. Dunque cosa ci impedisce di arrivare a questo, ed anche di mantenerlo, visto che una volta fattane esperienza e gustato il sapore della liberazione, ci ritroviamo nostro malgrado a fare i conti con i problemi connessi all’esistenza?
Aver fiducia
Anche di questo argomento ho già discusso, tuttavia quello che ho compreso recentemente mi fa ben capire che nel vero aver fiducia non c’è nulla di tangibile.
Piuttosto assomiglia, le prime volte che lo sperimentiamo intensamente, ad un sentimento di perdita, che nostro malgrado si trasforma in un stato di dinamica pienezza e sicurezza. E questo accade perché l’io si ritira, sgombra il campo. Ma solo dopo che è stato distrutto, ben inteso…
Il significato affermativo e positivo della sofferenza
Anche di questo argomento ho già trattato, non sarà mica venuto il momento di tirare le somme?
Senza dolore non si cresce…
Lo vediamo bene nel mondo animale; così accade anche all’uomo che cerca la felicità.
Egli deve, strato dopo strato, spogliarsi di tutte quelle barriere, difese, e sovrastrutture in cui ha preso dimora crescendo.
E questo non può che avvenire nella realtà che incontra. Che statene certi sarà essa stessa modellata in modo da essere sempre un insegnamento.
Si sta male perché la presa dell’ego è estremamente tenace a mollare: la paura di essere annichiliti dietro ogni angolo ed incognita.
Cosa impedisce il samadhi
In primo luogo la costante ignoranza in cui giacciono le nostre identificazioni personali.
L’insicurezza e le incertezze che produciamo e attraverso cui con costanza ci muoviamo nel mondo.
In larga misura l’incapacità di vedere dentro noi stessi.
Per questo è così arduo ed anche eroico perseverare nella meditazione.
La maggior parte delle volte questa non ci darà nessun risultato tangibile al di là delle evidenti frustrazioni.
Siete costantemente distratti dai vostri falsi obbiettivi, capite?
Il ruolo dello yoga e la meditazione
Dovrebbe essere quello di sprofondarci in questo puro sentire, al di là dunque del linguaggio verbale e dei concetti mentali:
-Sospendere completamente il giudizio!- Così rispondeva alle mie a volte dolorose questioni la mia prima insegnante di yoga.
Che tradotto può anche voler dire accettare con il corpo tutto ciò che accade.
impavidamente, mi viene da aggiungere…
Se sei interessato alla tua evoluzione spirituale e vuoi inoltrarti nella ricerca e nella crescita personale attraverso la pratica dello yoga, della meditazione e la frequentazione di un ambiente naturale spettacolare ed incontaminato non perdere l’occasione di partecipare a questo ritiro!