28 Gennaio 2026

Il significato dell’aver fiducia nello Yoga

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In questo articolo ti guido alla scoperta del significato dell’aver fede anche se non pratichi yoga ma cerchi comunque  risposte su un argomento fondamentale per la tua crescita interiore.

Aver fede o fiducia?

Sembrerebbero due termini simili anche se nella nostra cultura religiosa d’origine aver fede significa abbandonarsi ad una forza potente come il Dio cristiano.

Comunque pure nella cultura indiana, da cui lo yoga deriva, per aver fede si intende abbandonarsi ad una realtà ultima, infinita, immutabile ed impersonale come Braham, dove l’essenza individuale immortale detta Atman, si fonde, trovando il proprio posto nell’universo.

Insomma è sempre il Sé il nostro argomento…

Aver fiducia nell’esistenza malgrado tutto dal mio punto di vista d’indagine credo sia altrettanto importante, per questo credo che i due termini abbiano lo stesso significato.

Scopriamo insieme quali sono i nostri limiti prima di essere determinati nell’aderire incondizionatamente a qualcosa di grandioso.

Qual’ è la mia idea del mondo?

Con quali occhi cerco di comprendere me stesso e quello che mi circonda?

Questo interrogativo presuppone che, esperienza, dopo esperienza, abbia elaborato in modo autonomo delle mie idee che riguardano ciò che sono ed il mio modo di condurmi.

Anche se devo dire francamente che questo al giorno d’oggi è sempre più raro.

Per tornare al tema salute, quando stiamo male fisicamente ci affidiamo ad uno specialista, che non si pone nemmeno il problema di capire nell’insieme il nostro organismo, insomma come fossimo strumenti senz’anima ad un certo punto ci serve un tecnico…

Mentre se andiamo a ritroso nel tempo, nello Yoga Sutra di Patanjali, testo risalente addirittura al II° sec. avanti Cristo, sono elencati con chiarezza i klesha, ostacoli o afflizioni mentali che creando squilibrio portano evidenti patologie.

Ma anche se abbiamo la fortuna di comprendere che il vero dramma si svolge nel nostro spirito, non cerchiamo di ascoltare la qualità delle nostre emozioni e modificare positivamente con delle azioni concrete il nostro vissuto, piuttosto preferiamo delegare la soluzione del disagio interiore ad uno specialista della mente, a volte ad un guru, mentore o guida spirituale.

E in questo caso, probabilmente all’inizio, le cose funzionano, sino a quando l’esistenza non ci colpisce ancora più duramente e ci obbliga a prendere in mano la situazione.

L’esistenza ha una finalità precisa?

Nelle antiche tradizioni orientali ci si riferisce al karma e alla rincarnazione per indicare l’inevitabile ciclo di nascite e rinascite, finché l’anima non raggiunge la liberazione, moksha o nirvana.

Certamente non possiamo provare che ci attendano altre vite dopo la morte…

Però possiamo comunque capire, e veder bene, che la vita altro non è che un continuo dover superare di volta in volta nuove sfide; dove si edifica, per chi sceglie lo sviluppo e la crescita personale, la consapevolezza e l’amore incondizionato.

Strato, dopo strato, come le foglie di un albero in inverno, cadono le nostre belle illusioni e tramite una sorta di inevitabile resa siamo costretti ad arrenderci a questa evidenza.

Allo stesso tempo comprendiamo che forse sapevamo davvero poco di noi stessi, perché restando aperti alle esperienze che ci capitano nostro malgrado la vita non smette di stupirci favorevolmente.

Il Sé è un processo di crescita continuo 

Lì dove, dunque, siamo costretti ad abbandonare le nostre sicurezze e paure inizia la sfida avvincente che ci consentirà di trovare il nostro posto nel mondo, in quel vuoto o nulla apparente che in verità concentra la vera essenza.

Però non dobbiamo indietreggiare dai veri obbiettivi che orientano il nostro spirito, e diffidare degli impulsi e delle nostre avventate conclusioni, perché l’ego è sempre in agguato.

Affidiamoci invece alla nostra guida interiore, fiduciosi che ad un certo punto tutto ciò che desideriamo accadrà.

L’infinito mistero

Vivere istante, dopo istante con stupore è quello che accade durante il samadhi, (vedi blog precedenti alla voce “Glossario”).

E a questo si giunge attraverso il duro lavoro della meditazione.

Finalmente la coscienza, passo, dopo passo, si è spogliata di se stessa e sonda l’infinito.

Come in un sonno senza fondo dove allo stesso tempo tutto meravigliosamente desto è pace ed amore!

Weekend di Yoga e Benessere in Natura nel Parco Nazionale del Gran Sasso

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