21 Dicembre 2025

Il significato del momento presente nella pratica dello yoga

Blog / Il significato del momento presente nella pratica dello yoga

 -Per tutti coloro che cercano la via: vi prego non perdete il momento presente!-  San Do Kai (l’essenza e i fenomeni si compenetrano)  Maestro Sekito (700/790)

La pratica dello yoga ci insegna che il passato è solo un ricordo e il futuro non è altro che un’ idea; solo il presente esiste nella realtà ed in questo si coltiva la nostra libertà, la trasformazione a cui aspiriamo e un benessere duraturo.

In questo breve articolo, attingendo anche alla cultura zen, vorrei fornirti degli strumenti di riflessione che ti consentano, passo, dopo passo, di non perdere il valore del momento presente anche quando sei in difficoltà.

Nella premessa di questo blog, ed anche in molti degli articoli precedenti,  è ben chiarito che gran parte dei nostri problemi quotidiani, soprattutto la sofferenza personale, derivano non tanto da quello che ci accade, ma dalla nostra mente inquieta, da quel continuo proiettarsi, tramite i pensieri vaganti, al di là del qui ed ora. Ma perché questo accade così di frequente?

        1. La realtà non sono io   

Pensiamoci bene, in che modo ognuno di noi incontra la realtà così come essa è?

Attraverso il corpo e le emozioni? Oppure tramite le idee che abbiamo e dunque da come la nostra mente assegna significati all’esistenza?

Sembrerebbe che il corpo, in una determinata situazione e tramite i sensi, sia il primo ad avvertirla come tale, in seguito ed in base a memorie compiute la mente individuale elabora significati in grado di tradurre in concetti definiti ogni tipo di esperienza nuova.

Ma io vi chiedo con una seconda domanda: è possibile restare in quello che nel mondo dello zen viene definito “pura percezione” e cioè essere talmente radicati in ciò che incontriamo come esperienza da non produrre alcun movimento mentale? E a che scopo se questo è possibile?

       2. Nessuna differenza 

Adesso immaginiamo di trovarci di fronte ad un evento particolarmente spiacevole, fondamentalmente abbiamo due opzioni:

La fuga, -io non mi identifico con questo- oppure, -si, io sono ciò che accade-.

Nel primo caso si tratta di una scelta nata dal libero arbitrio? E nel secondo dove sta la nostra libertà?

        3. Mente discriminante

Nello zen, tramite la consapevolezza ottenuta nella meditazione, si è chiarito che il saper vivere nel momento presente è il punto cruciale di ogni insegnamento. Essere perfettamente presenti a livello percettivo, vuol dire anche essere perfettamente in grado di dimenticare questa stessa presenza, una volta terminata l’esperienza fatta.

Potremmo anche tradurre, per comprenderci meglio, che la perfetta percezione del momento presente è anche la perfetta non percezione di questo. Insomma si tratta di superare le apparenti contraddizioni.

        4. In cammino verso me stesso

Certamente noi siamo ciò che accade, ma altrettanto certamente non lo siamo. Altrimenti saremmo prigionieri della realtà; ma come posso fare per smettere di subirla quando mi provoca dolore e sofferenza?

Nella filosofia dello yoga gli eventi che viviamo, anche se dolorosi, sono lì affinché ognuno di noi ne ricavi un insegnamento profondo. Questo è anche il significato del karma che si ripete fino a quando tramite la consapevolezza non li viviamo più come tali.

        5. Attraversando l’oceano a nuoto

Il titolo di questo paragrafo descrive una situazione chiaramente impossibile ma consiste proprio in questo l’essenza dell’esistenza a cui dovremmo attingere con costanza di fronte a tutte le difficoltà che incontriamo.

Certo in questi casi lo slancio della fede salda aiuta, principalmente quando è una fiducia senza oggetto, tuttavia si tratta di prestare attenzione alle trappole ed inghippi che l’ego stesso ordisce per non entrare direttamente in contatto con le circostanze.

Smettiamo di pensare noi stessi come esseri limitati dalle nostre percezioni, emozioni ed idee, restiamo saldi nella non conoscenza di ciò che siamo veramente, e nella non conoscenza della realtà infinita; che di fatto è un processo sostanzialmente in grado di nutrirci in profondità e soprattutto di sorprenderci sempre positivamente.

So che è un difficile e a volte un pericoloso lavoro, perché faremo di tutto per non incontrare quelle verità che percepiamo annichilenti ma che sono inevitabili per il nostro sviluppo:

Dove tutto appare perduto, ecco inaspettata comparire la vera salvezza!

 

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