Meditare è essenziale per la nostra evoluzione interiore; anche se si parla spesso dei benefici di questa pratica, gli effetti su noi stessi sono assai più dei risultati. Si tratta infatti di una vera e propria rivoluzione dell’essere una volta intrapreso il cammino, perché la meditazione ridefinisce radicalmente in significato dell’esistenza.
1) Educare il corpo è anche educare la mente
Evidentemente è dal corpo che dobbiamo cominciare, perché solo in apparenza la coscienza può governare il nostro stato interiore e le nostre azioni.
Lo yoga, con le sue posture a volte molto impegnative, che dobbiamo nostro malgrado sostenere, aiuta molto in questo, perché ci costringe ad accettare e tollerare le difficoltà. E’ una sorta di educazione all’ascolto, ed anche ci insegna a diffidare dei nostri limiti, perché col tempo costatiamo che siamo in grado di superarli.
Una lezione di yoga fatta bene ti fa entrare in uno stato meditativo.
2) Educare la mente è lasciare le cose accadano
Una volta acquisita una certa padronanza delle posture e del respiro, è importante, per una corretta seduta di meditazione, sviluppare un’intensa e ferma fiducia in ciò che accade nostro malgrado.
Ed è qui che iniziano le vere difficoltà, perché è assai facile meditare quando siamo immersi nella calma interiore ma molto arduo è farlo quando siamo sopraffatti dall’agitazione.
In questa circostanza, finché è possibile, consiglio di continuare almeno per sondare i nostri limiti di tolleranza. Se non riusciamo, amen, ma almeno la nostra determinazione sarà cresciuta.
3) Il caso non esiste
E’ passato un bel po’ di tempo da quando abbiamo cominciato e siamo giunti nell’universo delle infinite possibilità. Sperimentiamo, giorno, dopo giorno, pratica, dopo pratica, che la nostra intuizione cresce…
Ora, la maggior parte delle volte, non saranno più le circostanze a governare i nostri atti, o scelte, ma il nostro spirito, che grazie al lavoro fatto durante la pratica è diventato protagonista assoluto.
Anche quando soccombe…
A valle, restano i dubbi, i dolori, le incertezze, tutte quelle difficoltà che abbiamo accumulato nel corso del tempo, ma a monte, nella posizione da cui contempliamo il passato che ci riguarda, sappiamo con sicurezza che qui dovevamo arrivare.
Senza la necessità di misurare i nostri progressi…
Questa comprensione ci rende completamente responsabili del nostro destino.
Ed è anche il risultato più ovvio dell’attenzione o della concentrazione sviluppata, che la pratica meditativa ha instaurato nel nostro cuore.
Accada quel che accada, io resto sempre io…
4) Verità assoluta e verità relativa: cosa sono e perché ci riguardano
Qui, ma solo in apparenza, tutto si complica…
Nel buddismo si usa la definizione di verità assoluta per indicare la vacuità, e cioè sperimentare con tutto il nostro essere che la realtà non è mai qualcosa di definito, come comunemente si crede, poiché essa si manifesta solo tramite l’interdipendenza delle parti. In termini filosofici potremmo anche affermare che non esiste la cosa in sé, ma esistenza priva di noumeno.
Questo e molto importante, difficile, tradotto vuol dire che non c’è assolutamente nulla di vero in tutto quello che reputiamo concreto, ma solo cause esterne. Queste non riguardano direttamente l’oggetto della nostra comprensione qualunque esso sia, ma sono indeterminate ed accidentali rispetto alla totalità che percepiamo ora.
Insomma, e per farla breve, qualsiasi cosa incontriamo è una chimera, finché la rivestiamo con la soggettività parziale:
Il trionfo dell’ineffabile!
Tuttavia arrivati a questo stadio, con nostra sorpresa, siamo ad un passo dall’aver conquistato la vetta. Anche se all’inizio potrà apparirci quasi doloroso e sicuramente paradossale.
La verità relativa è invece quello che noi, attimo, dopo attimo, concepiamo perché in primo luogo ci riguarda direttamente.
Insomma tutto il nostro universo interiore, sensazioni, emozioni, pensieri e concetti che spesso ci appaiono completamente in aperto contrasto con la verità assoluta. Semplicemente vi siamo dentro e accadono.
Tuttavia, a investigar bene, una non può esistere senza l’altra. Ed è la meditazione profonda che ci condurrà a capirlo bene e fino in fondo…
Quell’ascolto costante, e direi per forza di cose ostinato, a volte quasi folle, anche nella nostra quotidianità, che ci ha costretto, fallimento, dopo fallimento, a voler risolvere i nostri dilemmi interiori, le contraddizioni, i conflitti più crudi.
Quindi è importante soffrire. Però è altrettanto necessario mollare la presa, fino a quando la resa all’evidenza della vacuità è inevitabile.
Tutto chiaro?
Spero di si…
5) Conclusioni
Dovrò ancora un volta ripetermi, ma è la società cosi come è stata istituita tramite le organizzazioni sociali, i modelli di sviluppo e la stessa cultura, la principale imputata e la causa della nostra apparente inadeguatezza, delle nostre frustrazioni, illusioni e fraintendimenti.
Nessun insegnamento, eccetto rari casi, che ci abbia sostenuto davanti le innumerevoli difficoltà di dover vivere e crescere nel mondo organizzato.
Dove, inutile dirlo, governa il male, la soppressione spirituale e la violenza individuale, di certo non solo fisica.
Nulla che ci spinga al dubbio, ad interrogarci se quello che ci circonda lo vogliamo veramente, o se diversamente lo possiamo cambiare.
Se vuoi sopravvivere ti devi adeguare. Raramente appare una via di salvezza, rischi l’annientamento.
Comunque, a ragion veduta, una scelta c’è sempre, altrimenti non saremmo qui ad incarnare il Grande Disegno.
Se sei interessato alla tua evoluzione spirituale e vuoi inoltrarti nella ricerca e nella crescita personale attraverso la pratica dello yoga, della meditazione e la frequentazione di un ambiente naturale spettacolare ed incontaminato non perdere l’occasione di partecipare a questo ritiro!