Meditare è una pratica risalente a gli albori della conoscenza umana ma sempre più necessaria oggi
Come sciogliere gli effetti del karma
Non è segreto, la sempre più crescente diffusione dello yoga e di conseguenza della pratica meditativa ha come obbiettivo finale ottenere uno stato di benessere profondo e duraturo. Tuttavia c’è molto di più in questa considerazione all’apparenza banale.
Quanto è importante per la salute e l’equilibrio della mente e anche per la salute del corpo sperimentare emozioni e sensazioni piacevoli? Anche nell’ambito di cura maggiormente diffuso, il metodo allopatico -concentrarsi sul sintomo e combatterlo con farmaci o interventi chirurgici- i medici cominciano a considerare questi aspetti. Come conseguenza ecco il successo crescente degli approcci olistici e della medicina integrata. Infatti non è possibile negare che bisogna considerare il soggetto nell’insieme: storia personale, contesto, caratteristiche ed inclinazioni. In oriente questo è sempre stato un dato di fatto, sin dalle origini della scienza medica.
Nel buddismo il karma riguarda l’individuo in tutte le sue sfaccettature, addirittura supera gli stessi confini biologici, perché esiste, nella concezione dell’essere, anche il concetto di ereditarietà del karma. Potremmo dire che il karma è tutto ciò che, istante, dopo istante, accade. Al di là dei limiti della mente e della stessa coscienza personale. Capite che per comprendere cosa è veramente il karma che agisce realmente in ognuno di noi dobbiamo fare uno sforzo immane?
Difatti dobbiamo essere capaci di vedere la nostra sofferenza, e le difficoltà psicologiche nell’affrontarla un premio. Mi spiego: prendiamo come esempio, usato molto nello yoga, il concetto di trascendenza. Che vuol dire trascendere se non proprio questo? Iniziare e sviluppare un viaggio interiore per attraversare la realtà materiale e le limitazioni dell’ego sino a giungere a quel senso ampio e senza confini dell’esistenza dove la sofferenza viene sconfitta.
Dunque la cosa essenziale da capire fino in fondo e che male e bene sono saldamente intrecciati tra loro. Invece che riferirli sempre alle esperienze che facciamo sforziamoci di immaginarli al di là del nostro naso. Quando avremmo la precisa percezione che uno non può esistere senza l’altro saremo ad un passo dall’illuminazione. Per questo è importante meditare tutti i giorni ed essere guidati da un vero maestro.
Zazen e Vipassana due scuole meditative un unico risultato
Senza voler entrare nei dettagli e per brevità di sintesi vorrei portare come esempio due distinte scuole meditative che secondo me, diversamente, hanno come finalità lo stesso percorso. Sia Zazen che Vipassana, come d’altronde il più recente mindfulness, pongono l’accento sull’attenzione al respiro. Ma cosa è veramente il respiro se non la connessione radicale ed inevitabile che esiste tra l’individuo e la realtà che sta sperimentando? A guadar bene, e da un certo punto di vista, ognuno di noi è il suo respiro, così come le sue stesse cellule sono la realtà.
La differenza sostanziale tra chi medita e chi non lo fa è che il primo ha maggiore coscienza di come il respiro sia strettamente connesso con il suo stato emotivo. E soprattutto, dopo una certa esperienza della meditazione, che egli può influenzare tramite lo stesso respiro la qualità del suo benessere.
Nello zazen si indica il termine kensho come un intuizione immediata del risveglio spirituale; e cioè a veder bene, la comprensione, tappa, per tappa, che siamo parte di tutto ciò che ci circonda:nessuna opposizione! Direbbe con completa consapevolezza l’illuminato.
Meditare in natura come e perché
In molte storie ed aneddoti zen si parla di potenti illuminazioni che monaci o praticanti dello zazen hanno avuto in natura. Ma ognuno di noi, anche chi non ha mai meditato, può intuire quanto il senso profondo dell’esistenza sia in relazione con i fenomeni naturali; quali ed esempio la luce, l’acqua, il fuoco, il vento, gli alberi, il caldo o il freddo. Pensiamo un attimo a quando eravamo bimbi: cosa ci rendeva più felici?
Certamente, per una efficace sessione di meditazione è necessario un buon cuscino, zafu e una postura corretta che prevede l’allineamento vertebrale rispetto alla forza di gravità.
La posizione che assumiamo è estremamente importante e va insegnata e curata nell’allievo attraverso indicazioni precise da un esperto. Però è altrettanto vero che questa padronanza la si ottiene nel tempo e solo con costanza. Tuttavia se non cominciamo da qualche parte non si arriva da nessuna, quindi le prime volte che usciamo e meditiamo in un ambiente selvaggio, da parte mia come insegnante, c’è tutta la tolleranza necessaria…
So infatti le difficoltà e le incertezze, le inquietudini e i dubbi, tutte quelle resistenze che sono in diretta relazione con la dura difficoltà di modificare le nostre abitudini mentali già strutturate, fondanti a loro volta azioni comportamentali.
Certamente, e ricordo bene, è chiaro che ogni progresso e successo nasce sempre dall’accettazione del problema apparentemente insolubile. Se non proprio dal raggiungimento dell’impossibile…
Giungere al dharma
La comprensione di come il karma agisca in ognuno di noi è essenziale nella pratica dello yoga e della meditazione. Essere consapevoli significa proprio smettere di identificarci con le arbitrarie categorie di bene e male, che in sostanza sono prodotte dalla nostra visione illusoria e fallace della realtà. Meditare costantemente ci sostiene in questo percorso di rinascita, di uscita dalle difficoltà che incontriamo nella vita di tutti i giorni, che a ben vedere la maggior parte delle volte sono create da noi stessi. Anche l’attenzione al respiro ci apre alle stessa comprensione, insieme alla meditazione in natura. Stabiliamo un legame saldo tra noi e l’ambiente! Questo ci sosterrà in questa continua crescita spirituale.
Ogni individuo è saldamente intrecciato con la totalità o dharma, verità cosmica, natura di ogni fenomeno, fonte illimitata di gioia, estasi o nirvana, che ne faccia diretta esperienza o no.
Essere in grado di percepirlo e conseguentemente abbracciare con tutti i propri sforzi questo dinamismo è essenziale nell’evoluzione umana!