Difficilmente cambiamo le nostre abitudini se non siamo costretti; per questo, nei dojo della tradizione giapponese, nulla è lasciato al caso.
Il Potere del Respiro e del Corpo
La prima cosa che noto in un allievo principiante è il diaframma bloccato. Spesso non sa nemmeno che esiste. Attraverso esercizi mirati, lo aiuto a riscoprire la connessione tra respiro e allungamento del corpo.
Ho iniziato la pratica dello zazen molti anni fa, per poi avvicinarmi al vinyasa yoga. Un libro, La pratica dello Zen di K. Sekida, mi ha guidato nel comprendere l’importanza dell’uso consapevole del diaframma.
Il Percorso Spirituale e l’Illusione dell’Ego
Le estati a Parigi e l’incontro con il Maestro Atsushi Kubo furono esperienze fondamentali, anche se ero troppo giovane per comprenderne appieno il valore. Con il tempo, lo zazen è diventato una pratica quotidiana, aiutandomi a entrare nel samadhi e a scoprire il piacere della costanza.
Lo yoga e la meditazione mi hanno insegnato che la mente cerca spesso di superare i confini dell’ego per fondersi con l’universo. Una spinta interiore mi ha sempre portato oltre, alimentata da insoddisfazioni e bisogni inespressi.
L’Insegnamento e le Contraddizioni della Pratica
Non ho mai accettato di sottomettermi a un insegnamento rigido. Forse è per questo che sono diventato insegnante di yoga e meditazione.
Osservo spesso una mancanza di consapevolezza in chi insegna: c’è chi è guidato dal desiderio di apparire bravo o chi manca di una vera base filosofica. Lo yoga non è solo un corpo sano e attraente; è conoscenza di sé, accettazione delle proprie contraddizioni e ricerca della verità.