Con il termine consapevolezza, ormai sempre più largamente diffuso soprattutto nella pratica dello yoga e della meditazione, si vuole esprimere la facoltà del soggetto pensante di conoscere se stesso, cercando di comprendere ed armonizzare il proprio mondo interiore innanzi la realtà in divenire.
In questo approfondimento cercherò di far comprendere i limiti del linguaggio verbale e della coscienza umana quando si muove prevalentemente sviluppando ed elaborando concetti definiti.
La consapevolezza non ha un oggetto di riflessione
Possiamo immaginare la consapevolezza come una sorgente di luce, che illumina la realtà su cui si posa ma non il soggetto che la possiede.
Questo si può facilmente comprendere quando ci si inoltra nella pratica meditativa e nel samadhi (che può essere tradotto anche come vera concentrazione). In effetti notiamo che più è profondo l’assorbimento, meno si potrà affermare qualcosa in merito.
Certo, a volte i pensieri vanno e vengono, sappiamo che ci stiamo distraendo ed allontanando dal nostro intento. Ma è proprio in quello spazio neutrale ed indefinito a cui siamo orientati che consiste la qualità del nostro meditare.
Proprio quando non sappiamo più cosa sta accadendo, anche se per una frazione di secondo, diveniamo consapevoli.
La conclusione in questo caso è che dobbiamo diffidare del noto…
La mia limitata esperienza
Ho cominciato a meditare più di trent’anni fa e oggi, non sempre per fortuna, mi è sempre più difficile farlo.
Con questo voglio affermare, senz’ombra di dubbio però, che quando si medita si è e si sarà sempre degli eterni principianti…
La vita, difatti, ci pone ogni instante davanti a continue sfide; ciò accade perché non c’è nulla di stabile nel mondo fenomenico a cui apparteniamo.
Contrariamente a ciò che desidererebbe il nostro ego…
In fondo, anche in ambito artistico accade lo stesso.
Un’opera d’arte è la manifestazione dell’intento di rendere eterno e insieme rappresentabile quell’assoluto indefinibile ed in perenne in movimento che ricerca ogni essere umano. Concentrato però in un manufatto estetico compiuto.
In qualche maniera anche di sconfiggere il tempo e scardinare i limiti dello spazio…
Per questo credo che chi insegna yoga debba avere anche una buona sensibilità artistica. Perché solo avendo un certa familiarità con il mondo simbolico si può capire meglio l’uomo tout-court.
Diviso perennemente, e a volte dilaniato, da quelle pulsioni, più o meno inconsce, che lo spingono a rifiutare l’obbiettività dei fatti, per consegnarsi all’imponderabile dolorosa immaginazione…
Chi è un essere consapevole
Credo che fondamentalmente la vera consapevolezza nasca da una totale ribellione. E questo perché siamo immersi in radicali condizionamenti.
Famiglia, cultura, società plasmano il nostro essere sin dall’infanzia al punto che chi sente l’urgenza della ricerca personale e si mette in cammino certamente soffrirà. Non solo di solitudine ed isolamento.
E credo che consista in questo il maggiore fraintendimento diffuso oggi nello yoga contemporaneo. Il fatto che venga visto come un fenomeno collettivo da identificarsi nello scambio acritico tra insegnamenti ed utenti, in cui tutto viene accettato perché sostanzialmente buono, positivo, impersonale.
Mentre in realtà deve rimanere rivoluzionario, misterioso, criptico ed oscuro come il soggetto che lo insegna, per nulla rassicurante se si vuole essere liberi.
Estremo come alle origini, visti i tempi, se il compito è quello di salvare l’umanità!
Se sei interessato alla tua evoluzione spirituale e vuoi inoltrarti nella ricerca e nella crescita personale attraverso la pratica dello yoga e la frequentazione di un ambiente naturale spettacolare ed incontaminato partecipa ad uno dei nostri ritiri!
Weekend di Yoga e Benessere in Natura dal 17/07 al 19/07/2026
Weekend di Yoga e Benessere in Natura dal 031/07 al 02/08/2026