3 Ottobre 2025

Empatia Yogica

Yoga, linguaggio verbale, inconscio, ed empatia
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ATTRAVERSO UNA PRATICA DI YOGA CONSAPEVOLE POSSIAMO ABBANDONARE LE NOSTRE PAURE

Tutta la cultura occidentale, eccetto quello che concerne l’espressione artistica ed il linguaggio poetico in generale, si è edificata tramite il dominio della logica e del pensiero scientifico.

L’errore più grande, dunque, è stato la convinzione di vedere il soggetto in grado di autodeterminarsi controllando l’esistenza.

Schemi su schemi, che funzionano quando si tratta di manipolare la materia tramite la tecnologia del momento, ma che sono palesemente fallimentari nel comprendere la complessità dell’uomo come insieme.

L’attività della neocorteccia celebrale è stata sopravvalutata a scapito dell’intuizione silenziosa, l’ipotalamo, o cervello primitivo, che non ha bisogno di categorie e del giudizio, ma che si basa sul sentire e sulla percezione.

Anche durante una lezione di yoga, ancor di più se individuale, si trasmettono informazioni tra insegnante e allievo, che vanno ben oltre le spiegazioni ed indicazioni su come realizzare sequenze e posture, e questo avviene ottimamente quando si tratta di una classe che mira alla crescita spirituale ed alla consapevolezza.

Il corpo dell’insegnante, il volto, il suo umore, ed anche la stessa voce, è come uno strumento musicale ben accordato, in questo caso, deve vibrare di energia positiva.

Per questo motivo molti insegnano yoga ma pochissimi usano questa pratica per cercare la verità dentro se stessi con tutte le proprie risorse. E’ arduo e spesso doloroso. Bisogna ricominciare sempre da capo, perché si resta degli eterni principianti.

Come più volte aveva fatto notare Osho, l’illuminato che ha lasciato una traccia indelebile nel campo della ricerca della verità, l’esistenza può somigliare ad un gioco d’azzardo; più la posta è alta, in questo il caso il nirvana, o moksha, che può essere tradotto come liberazione dalle catene della sofferenza individuale, più aumentano i rischi e l’esposizione al pericolo ed alla perdita. Non solo della propria identità fittizia.

E questo perché le società sono state edificate tramite l’esercizio di poteri arbitrari e violenti per l’essere, tramite le stesse gerarchie di classe, il commercio ed il denaro.

Vuoi ottenere questo? Allora ti devi piegare a quest’altro.

Diversamente rischi l’ annientamento. A meno che non si nasca liberi dal dover lavorare, o rimanere vincolati a ruoli imposti; anche se tuttavia ciò non determina in nessun caso la nostra felicità. Questa necessità di uno sforzo direi estremo.

E’ per questo oggi è più che mai difficile parlare di effettiva crescita spirituale. Siamo troppo timorosi ed impauriti, direi annichiliti da tutto quello che ci circonda e ci occupa mentalmente, per lasciarci andare.

Senza spostarci troppo in là con le considerazioni, vorrei tornare all’argomento yoga, benessere, ed evoluzione dell’individuo.

E’ innegabile che le potenzialità in questo dominio sono curative, una volta comprese le implicazioni ultime.

Si tratta “semplicemente” , direi, e prendendo finalmente coraggio di guardarsi dentro, prima di passare all’azione…

Ritiro Yoga di Ognissanti

 

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